Provincia di Ravenna - Assessorato Programmazione e Governo dell'Ambiente Difesa della Costa e del Suolo. Studio finalizzato alla verifica delle modalità di coltivazione ottimali applicabili al polo estrattivo del gesso in località Borgo Rivola in comune di Riolo Terme, al fine di salvaguardare il sistema paesaggistico ed ambientale del Polo Unico Regionale del gesso - ARPA, Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell'Emilia Romagna
   

LA CAVA DI BORGO RIVOLA 

      

L’estrazione del gesso inizia nel 1958 ad opera di ANIC.
Fino alla metà degli anni settanta l’attività estrattiva non portò un beneficio diretto alla comunità locale in quanto, nonostante i grandi quantitativi estratti, il gesso non veniva lavorato né a Casola Valsenio né a Riolo Terme per mancanza di industrie specializzate nella trasformazione di una risorsa tanto preziosa.
Inizialmente il gesso veniva impiegato quasi esclusivamente per la produzione di solfato d’ammonio. A tale produzione si affianca nel corso degli anni, per poi diventare preponderante, l’utilizzo del gesso per la produzione di cemento. Negli anni settanta, inizia a farsi avanti a Casola Valsenio l’idea della creazione di una zona industriale, che potesse offrire concrete prospettive occupazionali alla popolazione e conseguentemente una valida alternativa all’esodo verso i vicini centri industriali, artigianali e commerciali.
Il progetto tardò a partire anche a causa dello scarso interesse mostrato dalle aziende, poco propense ad insediarsi in un’area ancora isolata dal grande traffico economico e produttivo. L’incentivo offerto dall’amministrazione comunale, che decise di vendere il terreno della zona industriale ad un prezzo simbolico, diede il via all’espansione industriale di Casola Valsenio.
In cambio l’amministrazione pretese che le nuove aziende si impegnassero ad assumere un certo numero di dipendenti locali, così da risollevare le prospettive occupazionali del territorio.
Dopo varie e tortuose vicissitudini, nel 1983,con l’insediamento della VIC Italiana, proprio nella nuova zona industriale, si ha una svolta decisiva in quanto inizia la lavorazione in loco del gesso estratto in cava. La VIC Italiana, produttrice di intonaci premiscelati, riuscì in breve tempo a rispondere sia alle richieste del mercato edile che alle esigenze di ampliamento occupazionale locale.
Una spinta decisiva verso il mercato esterno arriva quando inizia, nel 1990, a Casola Valsenio la lavorazione del gesso, non più solo per la produzione di intonaco ma anche di gesso rivestito cioè con l’insediamento della BPB Italia s.p.a. (ex Italgips), società facente parte del gruppo inglese BPB Industries, multinazionale leader in Italia nella produzione e vendita di cartongesso.

Personale direttamente impiegato nell’estrazione e lavorazione del gesso
L’estrazione e la macinazione del gesso in cava, vengono effettuate dalla EDILMAC di Gorle, in provincia di Bergamo che è la ditta appaltatrice esterna. Presso la EDILMAC vi sono 12 lavoratori direttamente impiegati in cava.
Nello stabilimento BPB Italia sono impiegati complessivamente 86 dipendenti.

Trasporto
Da Riolo Terme allo stabilimento BPB transitano i camion sia in ingresso per il trasporto di additivi e materiale utilizzato nella lavorazione, sia i camion che dallo stabilimento sono diretti al mercato esterno con il prodotto finito e l’intonaco premiscelato in sacco. Il traffico complessivo passante da Riolo Terme diretto e proveniente direttamente dalla cava ammonta complessivamente a 140 viaggi giornalieri.
Il trasporto che avviene sulla direttrice Cava - Riolo Terme, che non interessa quindi il Comune di Casola Valsenio, si riferisce al trasporto del gesso macinato sfuso diretto verso le cementerie, dislocate sul territorio regionale e nazionale. I viaggi giornalieri ammontano a 40. Le cementerie, che si approvvigionano dalla cava, sono 20 distribuite in varie province italiane ed utilizzano una produzione di circa 160.000 ton/anno di gesso. - Casola Valsenio (stabilimento BPB) - Cava - Casola Valsenio (stabilimento BPB) Dalla cava allo stabilimento il traffico su camion, quantificabile in 60 viaggi giornaliero, è relativo al trasporto del gesso macinato pronto per essere trattato, trasformato e trasferito al mercato.
Si calcola un traffico su camion, corrispondente nell’insieme a 240 viaggi giornalieri distinti in 180 viaggi passanti per Riolo Terme e 60 viaggi che percorrono il tragitto che va dalla cava allo stabilimento e viceversa.

LA COLTIVAZIONE MINERARIA Situazione attuale della cava
La coltivazione a giorno si sviluppa con una configurazione ad anfiteatro, nel territori dei Comuni di Riolo Terme e di Casola Valsenio.
Il giacimento è costituito da XIII banchi numerati in sequenza a partire dal numero I al contatto con le argille marnose di base. I banchi principali hanno potenza compresa tra 6 e 30 m, alternati ad argilla marnosa di color grigio scuro e nella parte basale sono costituiti da gesso a grandi cristalli. I banchi I e II (anche denominati sottobanchi), stante il loro titolo più basso e la presenza di intercarlazioni argillose sono di minor interesse minerario, mentre gli altri, con differente titolo del gesso l’uno rispetto all’altro sono, oggigiorno, tutti di interesse minerario anche se i più importanti ai fini estrattivi, sono i banchi III, IV, V, VI ove è presente il gesso a titolo più alto (91%-94%).
La cava a giorno ha una tipica geometria a gradoni a mezzacosta e si estende dal punto di vista altimetrico da quota 220m (piazzale di base) a quota 350m (circa) sul lato N-E coltivando i banchi in traversobanco e prosegue fino al contatto delle argille di base sul lato E, con una rotazione dei gradoni di coltivazione che si mantengono comunque in traversobanco. 
L’altezza media dei gradoni è di circa 15-20 m con pendenza rispetto all’orizzontale dell’ordine di circa 60°-68° e pedata della larghezza minima di 5 m. 
Al di sotto delle piazzale di base sono presenti i vuoti delle coltivazioni in sotterraneo localizzate su 4 livelli principali alla quota 220 m, 200 m, 160 m e 140 m e che presentano differente estensioni planimetrica. Le camere del livello 220 m sono intersecate dall’ultimo gradone in prossimità del piazzale.
Le coltivazioni sotterranee hanno nella maggioranza dei casi camere di altezza 15 m e larghezza 10 m con una soletta residua tra i vari livelli di circa 5 m e con i pilastri di spessore minimo di 7 m.
Sul piazzale di base a quota 220 m è anche localizzata una grande discarica, costituita da materiale di scarto delle attività di cava.
Tale discarica, di volume complessivo di circa 720.000 mc, era stata realizzata originariamente come cortina di mascheramento delle attività di cava a mezzacosta e seppellisce una parte del giacimento localizzata ad una quota più bassa di 220 m a partire dal contatto con le argille.

   

Rappresentazione schematica del posizionamento dell'impianto di frantumazione (tratto da P. Federico e V. Gasbarrini, "Coltivazione della Cava di Gesso "Monte Tondo" sita in Riolo Terme (RA) con l'impiego di esplosivo ANFO per l'abbattimento del minerale, L'Industria Mineraria, 1975) dalla quale è evidente la quota di raccolta dell'acqua nella camera del frantumatore.


  

 

Speleo GAM Mezzano (RA)