Nota: siamo disponibili a pubblicare integralmente nel sito la relazione presentata dalla cava; purtroppo, nonostante le reiterate richieste, non ci è stato possibile disporre di una copia. Abbiamo potuto soltanto consultare in loco la copia presente c/o la Provincia di Ravenna.
  
 
Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna 
Cassero di Porta Lame, Piazza 7 novembre 1944, 7 40 122 BOLOGNA

Gruppo Amici della Montagna, Mezzano (RA) 
via Reale, 281 – 48020 Glorie di Mezzano (RA)

Alla Provincia di Ravenna
Settore Ambiente e Suolo

E pc. Comune di Riolo Terme
Comune di Casola Valsenio


Mezzano, 15/11/2004


In merito alle integrazioni presentate della società BPB allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) siamo a presentare le nostre osservazioni.

1 – La procedura di studio della circolazione idrica sotterranea (Immissione di 15000 litri di acqua nella Grotta “Vento che soffia” ed utilizzo di piezometri collocati in due pozzetti scavati nelle vicinanze) è assolutamente assurda, denota una profonda ignoranza dei fenomeni carsici, ed è tale da mettere in discussione non soltanto la competenza dei tecnici in questione, ma l’intero Studio di Impatto Ambientale. Ricordiamo che la conoscenza della circolazione sotterranea delle acque in un’area caratterizzata da vasti fenomeni carsici - e così profondamente alterata dall’intervento dell’uomo - è fondamentale e non può essere liquidata delegando a personale assolutamente incapace uno studio tanto importante.
Ciò denota l’assoluta insensibilità della società BPB nei confronti di ogni aspetto di salvaguardia dell’ambiente. 

2 - Circa le considerazioni sulla ininfluenza della circolazione idrica nella parte conosciuta della grotta “Vento che soffia” vanno fatte alcune considerazioni:
A- La morfologia esterna è stata alterata dall’attività di cava, la dolina preesistente è stata spianata; di conseguenza sussiste una forte alterazione della circolazione idrica originaria. 
B- La grotta in questione ha uno sviluppo CONOSCIUTO di circa 50 metri, la forte circolazione d’aria è indice di uno sviluppo ben maggiore. E’ collocata al centro di due sistemi carsici molto articolati e complessi. Secondo le integrazioni fornite l’ingresso della cavità è in corrispondenza del prolungamento di una faglia solo in parte rilevabile. Tutto ciò evidenzia l’importanza della grotta e di quest’area ai fini dell’assetto carsico che va quindi assolutamente tutelato.

3 – Le gallerie di cava hanno sconvolto l’idrologia sotterranea, come viene ovviamente riconosciuto dallo studio stesso. L’affermazione che ciò non ha effetti sulla stabilità non è sostenuta da alcuna argomentazione.
Il rilievo geologico prodotto ex novo, che in massima parte riprende quello già esistente e prodotto dal Dott. Carlo Fabbri, come questo è assolutamente generico ed inadeguato: gran parte dell’area rilevata non distingue i banchi e le facies e quindi non può giungere a dare una visione tridimesionale del complesso della massa gessosa.
E’ stato frettolosamente affermato che le coperture argillose a nord dell’area di cava appartengono alla formazione di Riolo ovvero “argille azzurre del pliocene” senza verificare l’ipotesi che possano in realtà rappresentare la formazione a colombacci. La quale nel caso della ex cava del Monticino a Brisighella è risultata contenere i reperti fossili della fauna tardo-messiniana. Ciò è significativo della cura con cui è stato effettuato il rilievo geologico di superficie.

4 – Riguardo ai problemi di stabilità le integrazioni sono limitate. Non sono prese in considerazione le frane esterne all’area di cava e in particolare quelle presenti nella parete della Grotta del Re Tiberio, già da noi più volte segnalate e molto probabilmente dovute alle acque di scarico della cava. Per quanto riguarda le verifiche di stabilità interne alla zona di cava va sottolineata la limitatezza dell’area indagata. 

Consideriamo quindi le integrazioni del tutto insufficienti per una corretta valutazione dell’impatto ambientale dell’attività di cava.


Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti


Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna
(Piero Lucci) 

Speleo GAM Mezzano
(Massimo Ercolani)

  

Speleo GAM Mezzano (RA)