Esposizioni Romagnole Riunite - Forlì - Primavera 1921 , numero II - Forlì 1 Giugno 1921  
   

   
    

Sulla linea ferroviaria Faenza-Firenze, a circa dodici chilometri dalla città di Faenza trovasi un ridente ed industrioso paese denominato Brisighella assai rinomato per le sue magnifiche cave di gesso. E’ una grandiosa vena, la più bella forse che esista in Italia, che s' incaverna entro le viscere della terra e corre dalla collina della Bicocca fino a Brisighella dove cresce in roccie di forma pittoresca, sopra le quali s' ergon maestose la bellissima storica Rocca, il piccolo santuario della Madonna del Monticino ed una Torre così detta dell'Orologio. Dette roccie di gesso procedono ininterrotte, raggiungendo il monte Rontana, il monte Maggiore e spingendosi lungo tutto l'Appennino fino a Bologna. La cristallizzazione di queste roccie è così perfetta da prendere l'aspetto di ghiaccio grossolanamente ammucchiato, per il che il gesso di Brisighella può a giusto diritto paragonarsi al gesso di Parigi che à fama universale.

La grolla

   

La lavorazione del gesso in Brisighella è fatta attualmente da ben cinque fornaci e si può dire con sicurezza che essa costituisce il principale commercio dei paesani. 

Le cave F. Bracchini e C.             

Alcune di dette fornaci furono impiantate da oltre due secoli ed in esse il gesso appena cavato veniva portato a spalla d'uomo fino alla fornace e quivi disposto a catasta e cotto a legna e di poi schiacciato coi bastoni e polverizzato per mezzo di una ruota trainata da un asinello, che senza tregua girava attorno a detta ruota. Tale era l' antico sistema di lavorazione limitato in quei tempi all'angustia cerchia della nostra Romagna, finchè la forza elettrica non ebbe rivoluzionata anche questa industria. Appena i motori elettrici furono applicati ed appena Brisighella potè vantare la sua ferrovia il commercio del gesso assunse quell' importanza che meritava e che da tempo invano aveva atteso. 

Venne allora l' idea ad alcuni volonterosi cittadini, per l'interesse del paese e per assicurare un maggiore lavoro agli operai, d'impiantare con sistemi moderni una fornace che potesse garantire annualmente una forte ed ottima produzione.

   

Con questa fornace (che è oggi la più importante per mole di fabbricato e per modernità di macchinario e di forni) e con le più antiche e minori si può oggi assicurare agli operai brisighellesi uno smercio annuo di ben duecentomila quintali di gesso, da costruzione e per agricoltura, nonchè la parte migliore e raffinata, scagliola, per lavori artistici. 

Il sottosuolo di Brisighella, così ricco di solfato di calce, meriterebbe anche di essere maggiormente studiato perchè presenta segni manifesti di possibili importanti depositi di calce e di zolfo. 

 

        Fornello Malpezzi

   

Forni F. Bracchni e C.

   

Speleo GAM Mezzano (RA)