| |
|
Sulla linea
ferroviaria Faenza-Firenze, a circa dodici chilometri dalla città
di Faenza trovasi un ridente ed industrioso paese denominato
Brisighella assai rinomato per le sue magnifiche cave di gesso.
E’ una grandiosa vena, la più bella forse che esista in
Italia, che s' incaverna entro le viscere della terra e corre
dalla collina della Bicocca fino a Brisighella dove cresce in
roccie di forma pittoresca, sopra le quali s' ergon maestose la
bellissima storica Rocca, il piccolo santuario della Madonna del
Monticino ed una Torre così detta dell'Orologio. Dette roccie
di gesso procedono ininterrotte, raggiungendo il monte Rontana,
il monte Maggiore e spingendosi lungo tutto l'Appennino fino a
Bologna. La cristallizzazione di queste roccie è così perfetta
da prendere l'aspetto di ghiaccio grossolanamente ammucchiato,
per il che il gesso di Brisighella può a giusto diritto
paragonarsi al gesso di Parigi che à fama universale. |
 |
|
La
grolla |
|
| |
La
lavorazione del gesso in Brisighella è fatta attualmente da ben
cinque fornaci e si può dire con sicurezza che essa costituisce
il principale commercio dei paesani. |
 |
|
Le
cave F. Bracchini e
C. |
|
Alcune di dette
fornaci furono impiantate da oltre due secoli ed in esse il
gesso appena cavato veniva portato a spalla d'uomo fino alla
fornace e quivi disposto a catasta e cotto a legna e di poi
schiacciato coi bastoni e polverizzato per mezzo di una ruota
trainata da un asinello, che senza tregua girava attorno a detta
ruota. Tale era l' antico sistema di lavorazione limitato in
quei tempi all'angustia cerchia della nostra Romagna, finchè la
forza elettrica non ebbe rivoluzionata anche questa industria.
Appena i motori elettrici furono applicati ed appena Brisighella
potè vantare la sua ferrovia il commercio del gesso assunse
quell' importanza che meritava e che da tempo invano aveva
atteso. |
Venne
allora l' idea ad alcuni volonterosi cittadini, per l'interesse
del paese e per assicurare un maggiore lavoro agli operai,
d'impiantare con sistemi moderni una fornace che potesse
garantire annualmente una forte ed ottima produzione. |
| |
|
|
Con
questa fornace (che è oggi la più importante per mole di
fabbricato e per modernità di macchinario e di forni) e con le
più antiche e minori si può oggi assicurare agli operai
brisighellesi uno smercio annuo di ben duecentomila quintali di
gesso, da costruzione e per agricoltura, nonchè la parte
migliore e raffinata, scagliola, per lavori artistici.
Il
sottosuolo di Brisighella, così ricco di solfato
di calce, meriterebbe anche di essere maggiormente studiato
perchè presenta segni manifesti di possibili importanti
depositi di calce e di zolfo.
|
 |
|
Fornello Malpezzi |
|
| |
 |
|
Forni
F. Bracchni e C. |
|