Biodiversità alla scoperta degli insetti su e giù per la Vena del Gesso Romagnola di Ettore Contarini (Società Studi Naturalistici della Romagna), 2005
  
f) piccoli ambienti umidi e cespuglieti di riva.

La Vena del Gesso, da come se n'è parlato all'inizio di queste pagine e da come è ben noto a tutti, non appare certo un territorio caratterizzato da ambienti umidi. Anzi, risulta essere esattamente il contrario per le sue peculiarità geo-morfologiche e climatiche locali.

Eppure qua e là, in quel mosaico di microambienti differenziati di cui si diceva, è presente qualche piccola pozza (anche soltanto stagionale) con ristagno d'acqua, qualche effimero torrentello che non viene captato dal complesso carsico del sottosuolo per localizzati depositi argillosi impermeabili, qualche invaso d'acqua artificiale (come sul versante settentrionale di M. Mauro) che concede asilo a un po' di vegetazione legnosa ripariale o a formazioni erbacee palustri a canneto.

Ecco quindi apparire un piccolo saliceto di riva, un canneto a tifa o cannuccia di valle che riborda uno stagnetto; o ancora un ciuffo di giovani pioppi dove un praticello un po' umido s'incunea in una vallecola.

Poiché, e già s'è detto anche questo, ogni pur limitato subambiente mostra caratteristiche proprie, anche per gli insetti questi spazi appaiono importanti crogiuoli biologici in cui si sviluppano specie spesso non rinvenibili altrove.

Qui, ad esempio, sui salici vivono come xilòfagi dei coleòtteri della famiglia buprèstidi come la coloratissima lampra verde del salice (Poecilonota dives), di lunghezza circa un centimetro, a corpo ovaloide e piatto, tutta color verde smeraldo metallizzato con filetti laterali dorati.

Sempre nei salici, però in questo caso di maggior diametro, un grosso carambìcide esclusivo di questo tipo di legno "trivella" con le sue larve tutto l'interno del tronco: è la bella aròmia (Aromia moschata), (fig. 38) con adulti (antenne escluse) di 56 centimetri di lunghezza, di color verde smeraldino nei maschi e blu-violaceo nelle femmine.

Se, invece, nei posti umidi, e specialmente presso le acque dove il terreno appare più o meno intriso, andiamo ad osservare attentamente il suolo argilloso o ciottoloso, di solito nudo, avremo sotto gli occhi un brulichio di piccoli coleòtteri caràbidi, stafilìnidi, pselàfidi, antìcidi, ecc., tutte specie di piccole dimensioni ma che, in particolare nella famiglia caràbidi, offrono delle entità anche si sensibile valore. E sulla vegetazione subpalustre o palustre tuttintorno non è raro, con un po' di occhio esercitato, poter ammirare qualche specie di donàcia (Donacia sp.pl. ), coleòtteri della famiglia crisomèlidi particolarmente di corpo allungato e dai colori metallizzati bronzei o ramati.

L'ambiente umido offre anche molti lepidòtteri notturni, con alcune vistosissime specie di "falene" che raggiungono i 7-8 centimetri di apertura alare. Nei saliceti sono infeudate, ad esempio, le catòcala, grosse farfalle della famiglia nottùidi, come il farfallone ad ali rosse (Catocala elocata). O sui pioppi la bella sfinge del pioppo (Laothóe populi), di apertura alare simile alla precedente ma dalle ali color nocciola, strette e allungate, come in tutta la famiglia sfingidi.

Eppoi, dove esiste un ristagno d'acqua abbastanza costante nell'arco dell'anno, ecco apparire con decine di specie le elegantissime libèllule, spettacolari dominatrici dell'aria, le cui grosse larve carnivore si sviluppano, spesso con tempi lunghi anche anni, nelle acque generalmente stagnanti (ma qualche specie anche in torrenti purchè a lento corso). Dentro le stesse acque si muove una intensa vita d'insetti (larve e adulti), come gli eteròtteri del genere nèpa (Nepa cinerea) sul fondo melmoso; come i coleòtteri ditìscidi e idrofilidi che nuotono a mezz'acqua; o ancora come altri eteròtteri dei generi Velia e Gerris che "pattinano" sulla superficie a piccoli gruppi.

   

       

Fig. 38

       
   
Fig. 38 - la bella aròmia del salice (Aromia moschata).

     

Speleo GAM Mezzano (RA)