Luciano Bentini - Speleologia Emiliana - Rivista della Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia Romagna - Numero speciale: La Vena del Gesso Romagnola, caratteri e vicende di un parco mai nato - N. 4, Anno XIX, IV serie - Bologna - Settembre 1993
  
  
CONCLUSIONI

 Per tentare di sbloccare la situazione, a quasi trent'anni dalla prima proposta di tutela della Vena, il Gruppo Verde ha presentato al Consiglio Regionale un progetto di legge (pubblicato sul Boll. Uff. Reg. E.R. dei 29/12/'92) per la costituzione dei parco, a firma dei consigliere Paolo Galletti. I fatti sembravano prefigurare, almeno sulla carta, una svolta in senso positivo. In una recente intervista infatti (n.4/'93 dei settimanale "Qui Faenza") l'assessore provinciale all'ambiente, Gabriele Albonetti, dichiarava: "L'iniziativa di Galletti mi sembra estremamente opportuna e a questa dovrò seguire una pressione nostra e della Provincia di Bologna affinché la Regione accolga la proposta ed istituisca il parco, dando avvio all'iter vero e proprio... nel frattempo i lavori di progettazione dei parco (a cui la Provincia lavora effettivamente da tempo, pur se con risultati solo cartacei, ndr) devono andare avanti".

Solite promesse, solite pie intenzioni oppure davvero stavolta qualcosa si muove? Di fatto, dal 12 novembre 1992 è cambiata la legge regionale per i parchi, prevedendo che l'istituzione degli stessi da parte della Regione debba essere il primo passo - e non più l'ultimo, come successo finora - dell'iter burocratico. Da qui si deve partire e poi si procede a costituire l'ente di gestione, a fare il progetto e la normativa. Un capovolgimento dei vecchio percorso che infatti puntualmente si inceppava.

Albonetti spiegava che il progetto di legge aveva buone probabilità di concretizzarsi: si poteva ritenere infatti che anche la Giunta regionale, interessata direttamente all'argomento, avrebbe presentato una sua proposta; sarebbe spettato poi al Consiglio "trovare una convergenza". Intanto la Provincia "avrebbe continuato a fare la sua parte".

Purtroppo però la storia del "costituendo Parco della Vena" assomiglia ormai ad una telenovela. Dal 1966 - anno della prima proposta, formulata dalla Camera di Commercio di Ravenna - ha prodotto quintali di indagini e proposte, nessuna delle quali tradottasi in realtà.

Al momento di andare in stampa non possiamo che "fotografare" la situazione attuale. E, memori delle passate esperienze, non nascondiamo pessimismo e sfiducia, dopo altri nove anni di rinvii, abusi, omissioni e decisioni pilatesche degli amministratori locali.

Sta di fatto che l'iter procedurale si è bloccato sul nascere: risulta infatti, da quanto dichiarato dall'assessore regionale all'ambiente Moris Bonacini, che la Provincia di Ravenna, malgrado gli impegni assunti da Albonetti, non ha provveduto a formalizzare la proposta istitutiva vanificando quanto finora era stato recepito in Regione.

Ancora una volta si rischia, per colpa della Provincia di Ravenna, il naufragio o il rinvio sine die di un progetto che sembrava nato sotto una buona stella e che avrebbe potuto metter la parola fine alla telenovela del Parco Naturale della Vena del Gesso.

Faenza, 25 giugno 1993.

            

Speleo GAM Mezzano (RA)