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LE IMMAGINI |
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Fig.
1: Reperti protostorici provenienti dalla Grotta dei
Banditi (Foto M. Ercolani, S. GAM)
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1
- Vaso a collo cilindrico di fattura particolarmente
accurata - bronzo antico XXIII XVII sec. a.c.
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| 2
- Olletta usata per cuocere cibi - bronzo antico XXIII
XVII sec. a.c. |
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3
- Vaso da mensa di forma aperta in ceramica semifine per
uso alimentare - bronzo antico XXIII XVII sec. a.c.
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4
- Piccolo vaso in terracotta in ceramica fine - bronzo
antico XXIII XVII sec. a.c. |
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Fig.
2: L'ingresso della Grotta del Re Tiberio nei pressi di Borgo
Rivola, sulla parete di sinistra si notano le vaschette di
probabile origine protostorica (Foto P. Lucci, Speleo GAM)
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Fig.
3: Foto aerea eseguita nella primavera del 1945 dalla RAF che
documenta parte della Riva di S. Biagio, nel settore della Vena
del Gesso compreso tra il fiume Santerno ed il fiume Senio. La
Vena del Gesso fu baluardo fortificato dei Tedeschi contro il
quale fu impegnato il Gruppo di combattimento
"Folgore".
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Fig.
4: II fianco NNE della piega a ginocchio di M. Mauro (a
sinistra) sormontata dalle due scaglie sovrapposte di M. Incisa
e di Co’ di Sasso. In primo piano la Formazione
Marnoso-arenacea (vista da SE) (Foto P. Lucci, Speleo GAM).
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Fig.
5: Cheilantes persica (Foto C. Pollini, Speleo GAM). |
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Fig.
6: Tonino Benericetti, autore della scoperta della eccezionale Fauna
messiniana a mammiferi del Monticino di Brisighella,
al lavoro sul "tetto trasgressivo carsificato" della
Formazione Gessoso-solfifera nella cava di gesso aperta
immediatamente alle spalle del Santuario della B. V. del
Monticino di Brisighella (foto di G. P. Costa, scattata
nella seconda metà degli anni '80).
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Fig.
7: La più recente lettura interpretativa
dell'assetto strutturale della Vena del Gesso romagnola ad opera
di Roveri, Ricci Lucchi et alii (2003, v.
bibliografia)
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