Qui magazine -  8 ottobre 2004


   
  
Riapre per due giorni ai turisti la grotta del riolese, uno dei siti archeologici più importanti dell'intera Regione

Due giorni per visitare, dopo un prolungato periodo di interdizione, la grotta di Re Tiberio e il suo ricco patrimonio storico e archeologico. L'iniziativa, in programma per le giornate di sabato 9 e domenica 10 ottobre, rappresenta il primo passo verso la riapertura stabile e continuativa del sito archeologico, obiettivo a cui mirano i progetti di fruizione turistica dell'area, allo studio dell'Amministrazione comunale di Riolo Terme, di concerto con la Soprintendenza e la proprietà della cava di Monte Tondo, all'interno della quale si estende la grotta, la Bpb Italia. Progetti che puntano alla valorizzazione turistica e culturale del sito, forse il più importante in regione
per antichità di frequentazione umana e pregio dei reperti ritrovati, in vista della totale messa in sicurezza dell'area e della realizzazione al suo interno di un museo a cielo aperto. Progetti al contempo, vincolati da ragioni di natura più prettamente economica e di sicurezza. La grotta, che si inerpica nella montagna per alcuni chilometri, ma visitabile dai turisti solo per una sessantina di metri, fino all'ampia sala Gotica, si estende infatti su di un terreno di proprietà della multinazionale inglese Bpb, leader nel settore dell'estrazione del gesso, che sfrutta da circa 10 anni la cava di Monte Tondo. Si trova insomma, all'interno di un'area di cantiere, con tutte le conseguenze sul piano della sicurezza e dell'accessibilità che ne possono conseguire. "Il piano allo studio - ha precisato Emma Ponzi, sindaco della cittadina termale - prevede la riapertura della grotta, alla quale unire la visita dell'area di cava attualmente utilizzata, un'occasione unica per mostrare il lavoro svolto dall'uomo negli ultimi 50 anni. Non bisogna infatti dimenticare l'importanza dell'estrazione del gesso per lo sviluppo economico della nostra zona, attività che tra dipendenti e indotto, coinvolge circa 120 occupati". Proprio le attività estrattive erano state recentemente sotto accusa, come causa degli smottamenti rilevati nel fragile ecosistema carsico della Vena dei Gessi. Ma dalla Bpb Italia, il geologo Roberto Margutti, responsabile delle estrazioni in cava precisa: "l'attività della Bpb litalia è fortemente orientata al rispetto dell'ambiente nel quale opera. Per questo realizziamo costanti monitoraggi sulle emissioni acustiche, di polveri e vibrazioni prodotte in sede di estrazione, con risultati ampiamente al di sotto delle soglie di tolleranza fissate per legge. In aggiunta, nel 2003, l'azienda ha sottoposto spontaneamente la cava alla Valutazione di Impatto Ambientale, producendo uno studio che si attenesse a severi standard atti a verificare l'effetto delle attività estrattive sull'ambiente e le persone coinvolte. La cava ha una vita stimata di altri 15-20 anni. Al termine di questo periodo sono molte le possibilità di utilizzo del territorio, che ne preservino l'integrità e la fruibilità".

Claudia Folli


Un po' di storia


La Grotta del Re Tiberio ha una frequentazione umana di oltre 5000 anni, risalente all'età del rame, quando probabilmente veniva sfruttata come luogo di sepoltura. Lo testimoniano i ritrovamenti umani, appartenenti ad una giovane donna di 16-20 anni, probabilmente morta di parto e i cui resti sono oggi conservati nella Rocca riolese. Nella seguente età del bronzo (1000 anni dopo) la grotta cambia utilizzo per diventare luogo di abitazione e poi di culto, per via della sorgente di acqua pura, che veniva raccolta in vasche scavate nella roccia, in cambio di offerte votive quali piccole anfore e bronzetti. Resta tale fino in epoca romana, quando la sorgente gradualmente si prosciuga. In periodo medievale diventa il rifugio dei falsari, come testimoniano i ritrovamenti di frammenti di fusione. I primi scavi approfonditi sulla grotta sono databili attorno al 1870, per opera di Giuseppe Scarabelli.

  

Speleo GAM Mezzano (RA)