Corriere di Ravenna - Martedì 4 Novembre 2003


  
   

RIOLO TERME - E' allarme per la grotta di Re Tiberio.

La cavità naturale, una delle più interessanti d'Europa sotto il profilo geologico, perché interamente scavata nella selenite, e archeologico, con sepolture di età pre-protostorica ancora in loco, sta crollando.

Si tratta di una delle principali eccellenze del Parco della Vena dei Gessi che andrebbe irrimediabilmente persa.

Il pericolo sarebbe incombente, tant'è che la cavità è stata chiusa ad ogni genere di visita o escursione. Occorrerebbe insomma intervenire con la massima urgenza..

Una notevole preoccupazione la esprimono la Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia Romagna, il Gruppo Speleologico Faentino e Speleo GAM Mezzano che, dopo un'indagine preliminare sulla stabilità del piano di calpestio condotta nel mese di ottobre, credono non vi sia più tempo da perdere.

In un appello congiunto i tre gruppi affermano che è "addirittura dalla metà degli anni sessanta che l'attività della cava di gesso di Borgo Rivola ha modificato in modo irreversibile l'ambiente circostante, provocando instabilità nella zona di interesse archeologico". Ancora prima, nel 1968, il pericolo fu reso noto dal Gruppo Speleologico Faentino  quando furono individuate e recuperate le prime sepolture.

"A tutt'oggi - continua l'istanza - le frane continuano e stanno coinvolgendo la parte di grotta a maggiore rilevanza archeologica: quella di circa 60 metri, tra l'ingresso e l'inizio della Sala Gotica, un tratto che costituisce soltanto una piccola parte della cavità (in tutto è lunga oltre 5 chilometri), la stessa normalmente percorsa dalle visite turistiche, ora non più possibili a causa delle recenti frane". Nel corso delle esplorazioni di ottobre sono stati rinvenuti numerosi reperti protostorici anche in altre parti del complesso carsico ed in grotte vicine non direttamente collegate al Re Tiberio. Ebbene, anche questi ambienti risultano direttamente minacciati dall'attività della cava. "Ci risulta che - dicono gli speleologi - il Comune di Riolo Terme abbia manifestato interesse per gli aspetti naturalistici ed archeologici della grotta; che la Soprintendenza ai Beni Archeologici considera la grotta stessa un sito di primaria importanza; non è da meno la società proprietaria della cava e quindi della grotta la quale ha manifestato interesse per il problema. Ciononostante nulla sta succedendo ed i crolli si stanno allargando". Secondo l'indagine servirebbe: "uno studio sistematico dell'area in questione, seguito da un intervento strutturale urgente che arresti il crollo in atto e, più in generale, interventi tesi ad assicurare una stabilità complessiva".

In particolare lo studio dovrebbe verificare: l'efficacia degli interventi di consolidamento della volta d'ingresso; le cause del progressivo crollo degli ambienti; l'area interessata da futuri crolli; lo spessore dello strato gessoso e dei riempimenti argillosi nei punti di sovrapposizione planimetrica della Grotta del Re Tiberio con le gallerie di cava. "Con il nostro appello - concludono gli speleo - vogliamo sensibilizzare quanti sono interessati al patrimonio ambientale, archeologico e storico del nostro territorio. Soprattutto alle istituzioni dicimo di perdere altro templi, e di adottare immediatamente i necessari interventi a protezione".

Francesco Donati

   

Speleo GAM Mezzano (RA)