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RIOLO
TERME - E' allarme per la grotta di Re Tiberio. La
cavità naturale, una delle più interessanti d'Europa sotto il profilo
geologico, perché interamente scavata nella selenite, e archeologico,
con sepolture di età pre-protostorica ancora in loco, sta crollando. Si
tratta di una delle principali eccellenze del Parco della Vena dei Gessi
che andrebbe irrimediabilmente persa. Il
pericolo sarebbe incombente, tant'è che la cavità è stata chiusa ad
ogni genere di visita o escursione. Occorrerebbe insomma intervenire con
la massima urgenza.. Una
notevole preoccupazione la esprimono la Federazione Speleologica
Regionale dell'Emilia Romagna, il Gruppo Speleologico Faentino e Speleo
GAM Mezzano che, dopo un'indagine preliminare sulla stabilità del piano
di calpestio condotta nel mese di ottobre, credono non vi sia più tempo
da perdere. In
un appello congiunto i tre gruppi affermano che è "addirittura
dalla metà degli anni sessanta che l'attività della cava di gesso di
Borgo Rivola ha modificato in modo irreversibile l'ambiente circostante,
provocando instabilità nella zona di interesse archeologico".
Ancora prima, nel 1968, il pericolo fu reso noto dal Gruppo
Speleologico Faentino quando
furono individuate e recuperate le prime sepolture. "A
tutt'oggi - continua l'istanza - le frane continuano e stanno
coinvolgendo la parte di grotta a maggiore rilevanza archeologica:
quella di circa 60 metri, tra l'ingresso e l'inizio della Sala Gotica,
un tratto che costituisce soltanto una piccola parte della cavità (in
tutto è lunga oltre 5 chilometri), la stessa normalmente percorsa dalle
visite turistiche, ora non più possibili a causa delle recenti
frane". Nel corso delle esplorazioni di ottobre sono stati
rinvenuti numerosi reperti protostorici anche in altre parti del
complesso carsico ed in grotte vicine non direttamente collegate al Re
Tiberio. Ebbene, anche questi ambienti risultano direttamente minacciati
dall'attività della cava. "Ci risulta che - dicono gli speleologi
- il Comune di Riolo Terme abbia manifestato interesse per gli aspetti
naturalistici ed archeologici della grotta; che la Soprintendenza ai
Beni Archeologici considera la grotta stessa un sito di primaria
importanza; non è da meno la società proprietaria della cava e quindi
della grotta la quale ha manifestato interesse per il problema.
Ciononostante nulla sta succedendo ed i crolli si stanno
allargando". Secondo l'indagine servirebbe: "uno studio
sistematico dell'area in questione, seguito da un intervento strutturale
urgente che arresti il crollo in atto e, più in generale, interventi
tesi ad assicurare una stabilità complessiva". In particolare lo studio dovrebbe verificare: l'efficacia degli interventi di consolidamento della volta d'ingresso; le cause del progressivo crollo degli ambienti; l'area interessata da futuri crolli; lo spessore dello strato gessoso e dei riempimenti argillosi nei punti di sovrapposizione planimetrica della Grotta del Re Tiberio con le gallerie di cava. "Con il nostro appello - concludono gli speleo - vogliamo sensibilizzare quanti sono interessati al patrimonio ambientale, archeologico e storico del nostro territorio. Soprattutto alle istituzioni dicimo di perdere altro templi, e di adottare immediatamente i necessari interventi a protezione". |
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Francesco Donati |
Speleo GAM Mezzano (RA)