Corriere di Ravenna - Mercoledì 5 Novembre 2003


   
   

RIOLO TERME - "I pericoli di crollo sussistono, alcune frane si sono già verificate, ma stiamo facendo di tutto per salvare la Grotta di Re Tiberio. Tanto più ora che la situazione pare, aggravata". Dopo l'appello lanciato dagli speleologi il sindaco di Riolo Terme, Emma Ponzi si sente di rassicurare. "L'obiettivo è mettere in sicurezza la cavità: c'è la volontà di tutti" dice, ma sui tempi, non si esprime: "perché stiamo cercando di raccordare le parti in causa, che sono, oltre al Comune la Società Bpb, proprietaria della Cava per il carton gesso, sulla quale insiste la grotta naturale, e la Soprintendenza ai Beni Archeologici". L'iter insomma è avviato. E se ci sono lungaggini non sarebbero dovute a rimpalli o "scaricabarili", ma a problemi pratici, economici e burocratici in via di risoluzione.

"In un recente incontro - spiega la Ponzi - le tre parti hanno deciso di arrivare ad una rivalutazione della grotta, per risanarla e renderla fruibile. Nessuno si è dichiarato latitante. Gli speleologi, vogliono probabilmente accelerare i tempi, ma essendo coinvolti più enti, ci sono procedure da rispettare e risorse da reperire. In questo abbiamo trovato l'ampia disponibilità della società che gestisce la cava, e che ha dato incarico al suo geologo di seguire la pratica, impegnandosi inoltre con risorse umane ed economiche". La Soprintendenza dal canto suo ha manifestato interesse a proseguire gli scavi interni per portare alla luce i reperti protostorici individuati, ma non ancora estratti e analizzati, Attualmente il sito è chiuso. Si entra solo per sopralluoghi e studi necessari alla messa in sicurezza. II fatto che la grotta si trovi all'interno di un sito estrattivo in piena attività è un elemento che ha obbligato al rispetto di esigenze della proprietà, la quale ha comunque rivelato la sua più ampia collaborazione. Le condizioni della cavità preoccupano anche il consigliere regionale Vincenzo Tassi (An) che in una interrogazione vuole sapere in dettaglio "quali urgenti e indifferibili iniziative si intendono attivare per salvaguardare l'eccellenza archeologica e naturalistica della grotta di Re Tiberio". Ad agevolare le operazioni si rivela utile lo studio preliminare eseguito in ottobre dal Gruppo Speleologico Faentino e Speleo GAM Mezzano, gli stessi che unitamente alla Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia Romagna hanno richiesto la massima urgenza negli interventi. Dallo studio emerge che "a tutt'oggi le frane continuano e stanno coinvolgendo la parte di grotta a maggiore rilevanza archeologica: quella di circa 60 metri, tra l'ingresso e l'inizio della Sala Gotica". Un tratto che costituisce soltanto una piccola parte della cavità (lunga oltre 5 chilometri)".

Nel corso delle esplorazioni di ottobre sono stati rinvenuti numerosi reperti protostorici anche in altre parti del complesso carsico ed in grotte vicine non direttamente collegate al Re Tiberio.

Tutte motivazioni che inducono ad accelerare i tempi, in vista anche della stagione invernale che, se dovesse essere particolarmente cruenta, potrebbe rivelarsi deleteria ai fini della salvezza del sito.

Francesco Donati

  

Speleo GAM Mezzano (RA)