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RIOLO
TERME - "I pericoli di crollo sussistono, alcune frane si sono già
verificate, ma stiamo facendo di tutto per salvare la Grotta di Re
Tiberio. Tanto più ora che la situazione pare, aggravata". Dopo
l'appello lanciato dagli speleologi il sindaco di Riolo Terme, Emma
Ponzi si sente di rassicurare. "L'obiettivo è mettere in sicurezza
la cavità: c'è la volontà di tutti" dice, ma sui tempi, non si
esprime: "perché stiamo cercando di raccordare le parti in causa,
che sono, oltre al Comune la Società Bpb, proprietaria della Cava per
il carton gesso, sulla quale insiste la grotta naturale, e la
Soprintendenza ai Beni Archeologici". L'iter insomma è avviato. E
se ci sono lungaggini non sarebbero dovute a rimpalli o
"scaricabarili", ma a problemi pratici, economici e
burocratici in via di risoluzione. "In
un recente incontro - spiega la Ponzi - le tre parti hanno deciso di
arrivare ad una rivalutazione della grotta, per risanarla e renderla
fruibile. Nessuno si è dichiarato latitante. Gli speleologi, vogliono
probabilmente accelerare i tempi, ma essendo coinvolti più enti, ci
sono procedure da rispettare e risorse da reperire. In questo abbiamo
trovato l'ampia disponibilità della società che gestisce la cava, e
che ha dato incarico al suo geologo di seguire la pratica, impegnandosi
inoltre con risorse umane ed economiche". La Soprintendenza dal
canto suo ha manifestato interesse a proseguire gli scavi interni per
portare alla luce i reperti protostorici individuati, ma non ancora
estratti e analizzati, Attualmente il sito è chiuso. Si entra solo per
sopralluoghi e studi necessari alla messa in sicurezza. II fatto che la
grotta si trovi all'interno di un sito estrattivo in piena attività è
un elemento che ha obbligato al rispetto di esigenze della proprietà,
la quale ha comunque rivelato la sua più ampia collaborazione. Le
condizioni della cavità preoccupano anche il consigliere regionale
Vincenzo Tassi (An) che in una interrogazione vuole sapere in dettaglio
"quali urgenti e indifferibili iniziative si intendono attivare per
salvaguardare l'eccellenza archeologica e naturalistica della grotta di
Re Tiberio". Ad agevolare le operazioni si rivela utile lo studio
preliminare eseguito in ottobre dal Gruppo Speleologico Faentino e
Speleo GAM Mezzano, gli stessi che unitamente alla Federazione
Speleologica Regionale dell'Emilia Romagna hanno richiesto la massima
urgenza negli interventi. Dallo studio emerge che "a tutt'oggi le
frane continuano e stanno coinvolgendo la parte di grotta a maggiore
rilevanza archeologica: quella di circa 60 metri, tra l'ingresso e
l'inizio della Sala Gotica". Un tratto che costituisce soltanto una
piccola parte della cavità (lunga oltre 5 chilometri)". Nel
corso delle esplorazioni di ottobre sono stati rinvenuti numerosi
reperti protostorici anche in altre parti del complesso carsico ed in
grotte vicine non direttamente collegate al Re Tiberio. Tutte motivazioni che inducono ad accelerare i tempi, in vista anche della stagione invernale che, se dovesse essere particolarmente cruenta, potrebbe rivelarsi deleteria ai fini della salvezza del sito. |
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Francesco Donati |
Speleo GAM Mezzano (RA)