Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna

 GAM - Gruppo Amici della Montagna, Mezzano (RA)

Gruppo Speleologico Faentino

 

Lettera aperta all’Assessore all’ambiente e cultura del Comune di Riolo Terme: Francesco Rivola

 Nel notiziario amministrativo “Il Comune”  di Riolo Terme n. 2 del Dicembre 2003 sono apparsi due articoli a firma di Francesco Rivola (assessore alla cultura ed ambiente del comune di Riolo Terme) e di Roberto Margotti (Geologo BPB Italia) in merito ai crolli della Grotta del Re Tiberio ed alla sua messa in sicurezza.

Non avevamo alcun dubbio che l’esito delle indagini svolte dalla ditta Methodo s.r.l. su incarico della BPB avrebbe “fugati i timori sulla stabilità dello storico sito”.

Agli speleologi restano ancora molte perplessità:

La “piccola insenatura” che si è aperta nel pavimento della grotta e di cui si parla in uno degli articoli, ha le seguenti dimensioni: metri 2 x 2 con pareti di argilla a strapiombo su tre lati; alla base appoggia su un ponte di argilla nel vuoto di circa un metro cubo, posto alcuni metri sopra la galleria di cava.

Le pareti della precedente frana (di maggiori dimensioni: metri 4x3) sono costituite per una profondità di circa 6 metri di grossi massi di gesso in posizione instabile e materiale di riempimento costituito da argilla.

Non ci sembra che frane di questo genere possano fugare i timori di stabilità.

 Le indagini in questione sono state avviate all’inizio dello scorso dicembre, al momento non ci risulta che queste siano state rese pubbliche se non che la misura delle vibrazioni durante il brillamento delle mine in cava “risulta sempre inferiore al minimo autorizzato”.

Il punto non è soltanto se ciò è in regola con le norme legislative ma se è compatibile con la salvaguardia dell’ambiente in questione.

Ci preme poi precisare che gli speleologi non hanno mai dichiarato che l’attuale attività estrattiva influenza i crolli del Re Tiberio, come invece ci viene attribuito nell’articolo di R. Margotti.

Gli speleologi chiedono che siano resi pubblici i dati dell’indagine ed i provvedimenti che si intendono adottare. 

Nell’articolo di Francesco Rivola si accenna inoltre al fatto che “abbiamo cominciato a mettere insieme tutti i soggetti e siamo fiduciosi che il 2004 sarà l’anno in cui si comincerà a lavorare”.

Premesso che gli speleologi non sono considerati tra i soggetti interessati, per quanto ci riguarda siamo ancora in attesa di un incontro proposto alle parti dall’Assessore all’ambiente della provincia di Ravenna, immediatamente dopo la nostra presentazione dell’indagine preliminare dell’ottobre scorso. Incontro successivamente richiesto il 17 dicembre 2003 da parte del Comune di Casola Valsenio, presumibilmente con il consenso dei comuni di Brisighella e Riolo Terme.

 Per quanto riguarda la realizzazione di un accesso alternativo alla grotta al di fuori dell’aera di cava, come condizione di apertura al pubblico, vorremmo precisare sin da ora che qualsiasi altro percorso avrebbe un impatto ambientale insostenibile e dovrebbe necessariamente essere realizzato in ambiente ad elevato rischio di frana.

A conferma di ciò facciamo presente che sul versante Nord di Monte Tondo (parete del Re Tiberio), alcuni anni fa si è verificata una frana. Pochi giorni fa un’altra frana di notevoli dimensioni ha interessato un tratto della stessa parete, più vicina all’ingresso della Grotta del Re Tiberio. Si fa notare che nella parte alta di quest’ultima frana confluisce un consistente scarico di acqua artificialmente deviato dalla cava. La frana in questione ha interessato direttamente il corso del fiume Senio.  

 Se comunque, come tranquillizzano gli articoli in questione, tutto è a posto, chiediamo la riapertura della “Grotta del Re Tiberio”.

        

Speleo GAM Mezzano (RA)