Corriere di Ravenna - Sabato 27 Marzo 2004

  
  
RIOLO TERME - Ancora un'emergenza idrogeologica in collina. Dopo la frana di San Cassiano che nei giorni scorsi ha ostruito il corso del Lamone generando fondate preoccupazioni fra la popolazione, sul versante nord di Monte Tondo, uno smottamento di notevoli dimensioni sta interessando la parete del Re Tiberio, peraltro già devastata da un medesimo fenomeno alcuni anni fa.

"Stavolta - segnala lo Speleo Gam di Mezzano - la frana è molto più vicina all'ingresso della leggendaria grotta, famosa per i ritrovamenti archeologici. Temiamo un coinvolgimento del sito perchè nella parte alta del dissesto confluisce un consistente scarico d'acqua, artificialmente deviato dalla cava esistente, che potrebbe peggiorare la situazione". Il movimento, le cui dimensioni sono state stimate dal Gruppo speleo in "50 metri di altezza e 40 di larghezza" ha direttamente interessato il corso del fiume Senio, nel cui letto sono precipitati due grossi massi. Inoltre a pochi metri dal corso d'acqua è stata rilevata la presenza di una parete di argilla "estremamente instabile". L'intera zona dopo un sopralluogo del Gruppo si presenta: "con le pareti circostanti in equilibrio precario" sostengono gli Speleo che non escludono "un allargamento dell'area coinvolta". L'emergenza desta preoccupazioni per la Grotta di Re Tiberio situata ad appena cento metri di distanza, e a sua volta interessata da una precedente frana interna, provocata secondo gli speleo "da una sottostante galleria artificiale di cava". Proprio quest'ultima situazione è stata recentemente esaminata anche da uno staff composto da incaricati del comune di Riolo Terme, Bpb Italia Srl (proprietaria della cava) e Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna, tutti organismi impegnati a sostenere il progetto "Re Tiberio" che si propone di rivalutare, risanare e rendere fruibile la grotta. "Un progetto molto ambizioso che può contribuire allo sviluppo turistico del territorio" come ha sostenuto l'assessore comunale Francesco Rivola, il quale ha coinvolto proprietà, privati e fondazioni al ime di un sostegno economico, dimostrandosi fiducioso anche sul fatto che finanziamenti europei possano presto arrivare dal plafond di "Cultura 2000" nel cui ambito è stato presentato il progetto. Un iter già avviato dunque che dovrebbe vedere i primi interventi di risanamento andare in porto già quest'anno, ma che ora potrebbero trovare ulteriori complicazioni con il sovvenuto movimento franoso.

Tutto ciò mette in evidenza quanto l'intera area in questione sia precaria e necessiti di urgenti interventi. "Un ambiente alquanto instabile - spiega lo Spelo Gam - reso ancora più a rischio dalla presenza di quella cava, la quale dovrebbe al più presto eliminare perlomeno i percorsi artificiali delle acque di scarico, gli stessi che ora agiscono sul nuovo smottamento".

Francesco Donati

          

Speleo GAM Mezzano (RA)